Un quartiere con l’anima di un borgo collinare: breve storia di Cavoretto

Un borgo che guarda Torino dall’alto, immerso nel verde: potrebbe essere la sintesi perfetta per descrivere Cavoretto, il quartiere che ingloba una buona parte della collina torinese.

Cavoretto comprende tutta la parte a sud-est della riva destra del Po, e confina verso est con la parte più alta della città, il Colle della Maddalena che svetta a 715 metri con il Faro della Vittoria.

Da dove deriva il nome Cavoretto?

Molto probabilmente dal vezzeggiativo latino Caburrum (o Cavorro), a sua volta originato da un nome celtico relativo alla tribù dei Caburriates, molto probabilmente parenti delle tribù dei Taurini che abitavano queste aree prima dell’avvento dei Romani. Il termine celtico “cabu”, inoltre, indicava un avvallamento inserito tra piccoli rilievi, ed ha originato altri toponimi in Piemonte, come Cavour o la frazione Cavorro di Costigliole d’Asti.

L’area di Cavoretto era abitata da una famiglia nobile, i signori di Cavoretto, già dal XII secolo. Negli anni è diventata un’area sempre più popolata al di fuori del centro urbano di Torino, diventando Comune autonomo nel 1806: il primo sindaco fu Antonio Galliani. Cavoretto perse poi il suo status di autonomia nel 1889, quando fu aggregata alla città di Torino, diventando pian piano un punto di riferimento per chi voleva vivere non troppo lontano dalla città, ma nel verde della collina. 

E così durante XX secolo a Cavoretto si costruirono alcune ville in stile liberty (Torino fu una delle capitali italiane di questa corrente artistico-architettonica), mentre risale agli anni Cinquanta il parco Europa, una terrazza verde sulla città, inaugurata nel 1954 e caratterizzata dalla varietà di piante mediterranee: magnolie, biancospini, lauri, iris.

In numerose vie Cavoretto mantiene il carattere originale e distintivo, da borgo collinare più che da quartiere cittadino, soprattutto nella zona “centrale”, quella di via della Parrocchia. Le altre aree del quartiere vedono invece la prevalenza di ville unifamiliari o piccoli condomini immersi nel verde: strade dalle curve dolci, dove trovare parcheggio non è mai un problema.

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